sabato 30 marzo 2013

Proprio al Colosseo iniziò nel 2005 la lotta di Ratzinger al «marciume» nella Chiesa. Bergoglio raccoglie il testimone (Galeazzi)


IL PONTEFICE: LA CROCE È LA RISPOSTA DI DIO AL MALE

Il Papa: no al potere al servizio dei più forti

In migliaia alla prima Via Crucis di Francesco che denuncia i “Pilato della politica”

GIACOMO GALEAZZI

CITTÀ DEL VATICANO

L’umiltà contro la mondanità secondo una teologia che mette al centro Cristo e parla al cuore dei fedeli. Le fiaccole illuminano il Colosseo e il suggestivo calore della devozione diventa condivisione di popolo quando la denuncia raggiunge i Pilato della politica. 
Il Papa emerito progetta di tornare in Germania per ritirarsi in un convento, mentre il suo successore prosegue la «purificazione» della Chiesa. 
La prima «Via Crucis» di Francesco è un inno alla conversione. «In questa notte deve rimanere una sola parola che è la croce stessa predica Bergoglio davanti a una folla piombata d’improvviso in un silenzio surreale -. 
La croce di Gesù è la parola con cui Dio ha risposto al male del mondo». A volte, riconosce il Pontefice, «ci sembra che Dio non risponda al male, che rimanga in silenzio». In realtà Dio ha parlato, ha risposto con «l’amore, la misericordia, il perdono». Ed è anche un giudizio: «Dio ci giudica amandoci». Quindi, «se accolgo il suo amore sono salvato, se lo rifiuto sono condannato, non da lui, ma da me stesso, perché Dio non condanna, lui solo ama e salva». La croce è anche la risposta dei cristiani al male che «continua ad agire in noi e intorno a noi». I cristiani devono rispondere al male con il bene, prendendo su di sé la croce. L’ingiusta condanna inflitta a Gesù fa emergere in filigrana quei molti Pilato che «tengono nelle mani le leve del potere e ne fanno uso al servizio dei più forti», scandiscono le meditazioni elaborate per il venerdì santo. Mentre al peso della Croce che piega le spalle di Gesù si aggiunge quello del mondo che piega le sue spalle sotto il «laicismo cieco», che vuole soffocare la fede e la morale, o il «fondamentalismo violento che prende a pretesto la difesa dei valori religiosi». Un’ intensa preghiera che abbraccia singole categorie di persone, come le donne e la loro dignità spesso violata, o i giovani vittime di felicità «artificiali». Francesco è sulla terrazza del Palatino dove la croce arriva nella 14° stazione. Le torce accanto sono tenute da due giovani della diocesi di Roma e da due giovani libanesi, mentre la croce è portata, oltre che dal vicario Vallini, da due seminaristi cinesi, da due frati francescani della Custodia di Terra Santa, da due religiose dell’Africa e da due suore del Libano, da due giovani del Brasile, da due famiglie provenienti dall’Italia e dall’India e da un malato. Dopo anni i titoli delle stazioni sono recitati solo in italiano. Intanto in Brasile il teologo della liberazione Leonardo Boff elogia Francesco per la riforma dal basso, la centralità dei poveri e la difesa del Creato. Davanti al Papa il predicatore della casa pontificia, Cantalamessa sferza una Curia in cui il Vangelo rischia di essere imprigionato. La Chiesa non divenga mai un «castello complicato e ingombro», e «il messaggio possa uscire da essa libero e gioioso come quando iniziò la sua corsa». Con una lunga e intensa telefonata Francesco ha rivolto gli auguri di Pasqua a Benedetto XVI. Proprio al Colosseo iniziò nel 2005 la sua lotta al «marciume» nella Chiesa. Bergoglio raccoglie il testimone e si appresta a riformare la Chiesa: a cominciare dai dicasteri vaticani e dalla conferenze episcopali. Nulla sarà più come prima. Vatileaks, scandali Ior e lotte di potere non si ripeteranno all’ombra del Cupolone.

© Copyright La Stampa, 30 marzo 2013

8 commenti:

Anonimo ha detto...

"Il Papa emerito progetta di tornare in Germania per ritirarsi in un convento..."

Ci si mette anche galeazzi? Ma chi glielo ha detto? Le "voci"... qualche papà di corvi al quale comincia a bruciare...

gianni

mic ha detto...

Cara Raffa,
E' stato postato per errore sul nostro blog. ti copio e incollo

Cara Raffaella,
è strano, non ci conosciamo di persona eppure sento con te una affinità e una straordinaria vicinanza e affetto come forse non ho con molti miei conoscenti o colleghi che frequento quotidianamente.
In effetti il “tuo” prezioso servizio di questi anni a fianco di Papa Benedetto è stato prezioso e un ineguagliabile servizio alla diffusione, non solo dei grandi avvenimenti che hanno avuto come protagonista Papa Benedetto, ma della quotidianità dello Stesso, fatto di catechesi, anche minime, ma di un valore assoluto, senz’altro da non sciupare.
Pertanto, non l’ho fatto mai prima, e me ne scuso, ma ti devo un grazie enorme.
Ti confesso che all’annuncio del11 febbraio ho pianto, subito non capivo, ma con il passare dei giorni l’ho accettato, ho compreso la portata del grande gesto di amore e di sacrificio che ha saputo donare alla Chiesa.
È pertanto, con sincerità di cuore e un sentimento di infinita riconoscenza per quello che hai fatto in questi anni, dalla povertà del mio cuore e dalla miseria del mio peccato, ti supplico di non far sì che quanto di meraviglioso hai raccolto nel tuo cuore delle gemme di Papa Benedetto, venga ofuscato dalla zizzania, dal rancore e dalle perfide insinuazioni di alcuni blogger che animati di falsa riconoscenza verso il Papa Benedetto XXVI, spargono veleni all’interno della Chiesa. Sarebbe sufficiente domandare loro: ami la Chiesa? E l’attuale Papa? Quotidianamente, quanto preghi per loro?
Mi scuso ancora per il disturbo, di cuore Ti auguro una serena e Santa Pasqua a te e ai tuoi cari.

Franco Pomerano - Savona

mariateresa ha detto...

o Ansaldo e Galeazzi hanno la stessa fonte oppure si copiano l'uno con l'altro come fanno tutti i vaticanisti.
magari è un ballon d'essai.
Ormai tutta l'informazione religiosa è un ballon. Quanti ballon abbiamo dovuto subire in questi anni?

Raffaella ha detto...

Grazie Mic e grazie Franco :-)
Martedi' ci sara' una sorpresa...spero gradita a tutti.
Raffaella

Anonimo ha detto...

Ebbè... balle per balle impariamo a farci sopra delle crasse e sonore risate, che non meritano altro, anche se ne abbiamo pieni......
:-)))
gianni

nonno ha detto...

Si ma ricordate la "balla" delle dimissioni? Tanto hanno fatto nell'insinuare il dubbio...secondo me ci sono alcuni che fanno i persuasori occulti di professione. Dio non voglia che io abbia ragione

Eugenia ha detto...

Hai ragione nonno. Purtroppo temo che il presunto ritorno in Baviera comunque in Germania, non sia tanto presunto. In fin dei conti l'obiettivo è cancellare Benedetto ed il suo LUMINOSO PONTIFICATO. Ovviamente, luminoso non per lo sfarzo ed il lusso come crede qualche beota.

gianniz ha detto...

"Bergoglio raccoglie il testimone (di Papa Benedetto)". Ma come... se ancora non ha cominciato a correre!!!!!!!