sabato 23 febbraio 2013

Secondo Svideroschi, che cita Dziwisz, la curia wojtyliana era una "grande famiglia"

Clicca qui per leggere l'intervista. Vedo che Svideroschi e' tornato sulle sue posizioni dopo un paio di interventi che mi avevano sorpreso. Credo che sia sotto gli occhi di tutti quanto la curia sia stata e sia ancora una "grande famiglia". 
Peccato che Rodari non abbia posto un'altra domanda: la curia romana era il luogo in cui spuntavano le rose anche quando tutti andavano a festeggiare Maciel tranne il cardinale Ratzinger? Era il 2004 e c'era ancora la bella e grande famiglia! La curia era il luogo dell'amore reciproco ai tempi di Marcinkus? Suvvia!
Non prendiamoci in giro e soprattutto non riscriviamo la storia.
R.

p.s. ovviamente l'arcivescovo di Vienna attacco' la curia nel 2010 e non nel 2009. A proposito: quale curia attacco'? Quella ratzingeriana?

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Proprio una bella famiglia!!!
Io non ho parole. Cara Raffaella temo che il tuo compito non sia finito. Ti prego rimani a vigilare. Biancamrgherita

Raffaele Ibba ha detto...

posso? (come dicono a Cagliari) ... pro carirade e' Deus ... per la carità di Dio! ciao r

Raffaella ha detto...

Certamente, cara Bianca!
Il blog restera' a vigilare ed a proteggere il ricordo del Papa.
Non siamo stati in grado di aiutare Benedetto. Ce l'abbiamo messa tutta e dovremo sopportare un distacco che ora appare inimmaginabile.
Ora sara' nostro compito mettere i bastoni fra le ruote a chi tenta gia' di riscrivere la storia.
R.

Anonimo ha detto...

Proprio una bella famiglia.... che faceva viaggiare sul'aereo papale e far sedere accanto al buon Wojtila lo scostumato Maciel. bella curia.... a cui questo Pontefice ha dovuto metter mano per ripulirla dalle sozzurre.

Raffaele Ibba ha detto...

Lo abbiamo aiutato, anzi lo hai / avete aiutato e molto pure ... ma la battaglia è dura. Perché le incrostazione della storia sono pesanti ed il pontificato di Woitila (ed il suo periodo storico!!!) sono così densi che non è possibile pensare altro, rispetto a quel che si è fatto.
Benedetto XVI ha fatto un lavoro enorme per la Chiesa e per Gesù Cristo, lavoro enorme che resta e sarà (è) la base dei futuri papi e della CHiesa; certo, dipende anche dalla durata del prossimo papa e dalla sua personalità, e dagli eventi della storia ... ma non ho forza per gridare quanto io personalmente vedo come è stato importante B XVI in tutte le sue azioni e nelle catechesi MA SPECIALMENTE IN QUELLE PER IL CONCILIO E PER LA DIGNITA' MINISTERIALE ... posso solo lasciare questa mia visione al suo silenzio leggero.
ciao r

Anonimo ha detto...

Hanno voluto la beatificazione per assolvere se stessi e i vari Maciel che hanno protetto. Restituiscano i soldi sottratti alla Santa Sede e versati a Solidarnosc...quelli sporchi di Maciel li diano in beneficenza.

Anonimo ha detto...

Silenzio leggero per lui,mozartiano d'hoc, per me è più pesante di un macigno,cmq se a lorsignori il ricordo svanisce,si affievolisce,a me non succederà,anzi,più il tempo passa più brucia,si vede che solo chi lo ama veramente non dimenticherà mai....Raffaella deve ovviamente continuare,ci mancherebbe,è che si hanno tanti sassolini nelle scarpe che non ci fanno camminare,s'ha da toglierli;riguardo alla'cricca'polacca dico che arrivare a togliere il sangue ad un papa morente per farne ampolline votive e costruire una enorme,bruttissima chiesa a Cracovia in onore di GP2,quando in Polonia ci sono chiese bellissime....e non aggiungo altro.Cum papa Benedicto,semper,io me ne frego del titolo,lui è il'mio papa'fino a che sarò vivo.GR2

un passante ha detto...

non c'è nulla da fare, le grane di ciò che ha preceduto Ratzinger non verranno mai raccontate. Qualcuno lo avrà nominato Groer, qualcuno avrà deciso di non mandare via Marcinkus, qualcuno li avrà organizzati i festeggiamenti a Maciel, qualcuno lo avrà consigliato esempio per i giovani, qualcuno avrà mal consigliato il Papa che diceva che la dittatura cilena di Pinochet era transitoria mentre quella polacca no (chissà che consolazione per i cileni torturati e le loro mamme). Mi pare che quei tre suddetti signori prelati insieme, qualunque sia la bella famiglia che li ha messi e tenuti ai loro posti abbiano fatto molti più danni alle loro vittime del maldestro Bertone e del Papa che non sa scegliere le persone giuste. Se poi c'è stato un monarca in Vaticano quello non è' certo Ratzinger, uno dei pochi che i mea culpa li ha fatti sulla sua persona, forse anche quelli che non gli competevano e a cui la stampa e il web non hanno risparmiato nulla. In quanto all'ufficio di Paolo Gabriele, so che qui non lo amate, ma vi consiglierei di non considerare Nuzzi un nemico. Io almeno non lo sento tale per Ratzinger, non più di altri che scrivono sul Papa per mestiere. E perdonate L'elefantino, ha una visione immensa di Joseph Ratzinger, io ho imparato a conoscerlo anche attraverso i suoi articoli, mai banali su di lui.

Luisa ha detto...

Articolo pietoso, vorrei usare un altro aggettivo...
Svidercoschi descrive la Curia «Un posto infestato, purtroppo, di clericalismo e individualismo. Molticuriali hanno come unico interesse quello di difendere il proprio posto" come se fosse una novità spuntata con Papa Benedetto che invece si è trovato a dover tentare di governare quegli ego ipertrofizzati ingessati nei loro privilegi acquisiti in tanti decenni di libertà assoluta.
Quando poi afferma che “la
curia romana attorno a Wojtyla era una grande famiglia, mentre oggi è un luogo in cui serpeggiano
veleni e lotte”
, a stento si trattiene un sorriso per niente divertito, è quella bella, unita e grande famiglia piena di amore, rispetto, generosità, e umiltà nel servizio alla Chiesa, che ha eredidato Benedetto XVI, ah proprio una bella famiglia!
Svidercoschi osa parlare di " anni di mal governo" , ma che coraggio, che spudoratezza, quando, ancora una volta, Papa Benedetto si è trovato a dovere tentare di governare una Curia divisa, "assise" seduta sui suoi privilegi ottenuti in decenni di non governo, di governo lasciato in mano a chi rinforzava il suo potere mentre il Papa viaggiava, e particolarmemte negli ultimi anni, quando il Papa era ammalato.
Articolo pietoso.

Anonimo ha detto...

Intervista semi genuflessa, Raffina, da autentico republicones.
Eggià, tutto andava bene, madama la marchesa, nelle curia wojtylana. Maciel & soci, ladri e stupratori di varia caratura, che ridere, sono da considersi un piccolo incidente.
Alessia

Anonimo ha detto...

ma lasciateglielo questo bel sogno! non vogliono proprio svegliarsi!
Certo una bella famiglia....senza padre...e i figli a fare i loro comodi. Certo l'immagine è quella di una bella famiglia

Eugenia ha detto...

Si proprio una famiglia da cui prendere esempio vade retro.

Anonimo ha detto...

"Improvvisamente divenne indiscutibile che ora durante questo papato, l'organizzazione della Chiesa Cattolica Romana portava dentro di sè una permanente presenza di chierici che praticavano il culto di Satana e lo apprezzavano; di vescovi e preti che si sodomizzavano a vicenda e sodomizzavano bambini; di suore che praticavano i 'riti neri' della wicca, e che vivevano in relazioni lesbiche... Ogni giorno, inclusa la domenica e i giorni santi, atti di eresia e blasfemia erano commessi e permessi ai sacri Altari da uomini che un tempo erano chiamati preti. Atti e riti sacrileghi non solo erano effettuati dinanzi i sacri Altari, ma avevano la connivenza o almeno il tacito permesso di alcuni Cardinali, arcivescovi e vescovi... Il loro numero totale era minoritario - qualcosa come dall'uno al dieci percento dei consacrati. Ma di questa minoranza, molti occupavano sorprendentemente alte posizioni o ranghi... I fatti che conducevano il Papa ad un nuovo livello di sofferenza erano principalmente due: i sistematici legami organizzativi - la rete , in altre parole - che era stata stabilita fra alcuni gruppi di chierici omosessuali e covens satanisti. E la disordinata potenza ed influenza di questa rete."(pp.492-493)

dal romanzo del 1996 dal titolo Windswept house (la casa spazzata dal vento) di p. Martin.
...il libro non è mai stato tradotto, infatti, e probabilmente non è un caso.
è ambientato in Vaticano durante gli anni novanta e parla in maniera piuttosto esplicita di vicende legate al pontificato di Giovanni Paolo II.