sabato 16 febbraio 2013

La rinuncia del Papa secondo Flores d’Arcais. Il 10 % che mi piace di questo articolo (Raffaella)

Clicca qui per leggere l'articolo.
Dissento al novanta per certo con il testo di Flores d’Arcais, ad iniziare dal titolo.
Perche' allora lo segnalo sul blog? Per l'altro dieci per cento :-)
Con la rinuncia il Papa non secolarizza la Chiesa anzi...
Con questo gesto Benedetto XVI scuote il popolo di Dio, non lo abbandona nell'incertezza.
Detto questo, le riflessioni dell'Autore possono essere consegnate all'archivio del blog per due motivi.
Innanzitutto Flores d’Arcais dimostra per Papa Benedetto una stima personale che forse gli deriva dall'incontro di tanti anni fa moderato da Lerner.
In secondo luogo il filosofo da' atto a Ratzinger di avere intrapreso una lotta alla sporcizia nella Chiesa senza precedenti, a partire dalla pedofilia. Non e' un particolare da poco. Rincresce che ci volesse un atto come la rinuncia per indurre tutti a scrivere quello e' un puro fatto, una verita' gia' scritta. Flores fa nomi e cognomi e mi sta bene perche' dimostra liberta' di pensiero.
Una cosa e' chiara: il successore di Benedetto non potra' non portare avanti l'operazione di trasparenza, una delle tante rivoluzioni di questo Pontificato.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Cara Raffaella, benissimo, ma: ricordiamoci che su Micromega il FdA ospita un ecclesiastico che, a differenza del Santo Padre, dopo il 28 febbraio starà ancora al suo posto, nonostante tutto :



"...O papa, lei vivacchia e la capisco perché è stanco, è vecchio, non ha più le fisique du role, per cui lascia fare, lascia correre e i lestofanti senza coscienza, ma assetati non di giustizia e verità, ma di denaro e potere, corrono più veloci di lei, arrivando sempre prima. Hanno rinchiuso lo Spirito Santo in una gabbia per uccelli e ora sono liberi di programmare anche la sua morte, la sua successione, la chiesa del futuro a loro immagine e somiglianza. Se Dio deve avere il volto di Bertone e dei suoi compari di compagnucci di merende, beh, io voglio essere ateo e anche lei dovrebbe farci un pensierino. Pensi che bello: un papa ateo che crede nel Dio di Gesù Cristo! Una rivoluzione!

Don Paolo Farinella

(7 giugno 2012)"

http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/06/07/don-paolo-farinella-il-papato-complice/



Ce ne ricorderemo sempre, spero (e in sue sensi: sia per la macroscopica 'non laicità' del Flores editor, e per l'immensa tolleranza del Ratzinger superiore -con i pretiribelli mediatici poveri diavoli eccentrici..)

Luisa ha detto...

Vorrei tanto che prima di ritirarsi il Santo Padre smentisca tutti coloro che stanno diffondendo l`idea che con il suo gesto ha "desacralizzato" il mandato che Dio ha affidato al Successore di Pietro.
Non sono solo i media ad andare in quel senso, fa male vedere che partecipano a questa vulgata pure berrette rosse...
C`è già tanta confusione nei cattolici, non abbiamo bisogno di chi, fuori dalla Chiesa e dentro la Chiesa, venga ad aumentarla.
Sì, spero di tutto cuore che Papa Benedetto trovi la forza di ancora una volta istruirci e ricordarci il valore e il senso del Primato Petrino, del ruolo e della missione del Successore di Pietro.

Maria ha detto...

Caro anonimo, ma qui la domanda che mi viene spontanea pormi, leggendo il tuo commento è la vecchia, solita e scontata: ma in questo casi, i vescovi di questi "pretiribelli" dove stanno? Non ditemi che non sanno quello che accade nelle loro diocesi, dubito che chi scriva siffatte cose in rete, non le predichi anche dal pulpito ed in altre occasioni, anche in altre forme e modalità.

Tralasciando questo, leggendo l'articolo mi sono un po' soffermata sul "presunto" sgomento dei parroci davanti alle domande "sgomente" anch'esse dei parrocchiani. Uhm, mah, uhm arciuhm. Sentite, vivo anche io in una parrocchia, e ho contatti con altri parrocchiani di altre parrocchie. A me non sembra che lo scenario sia così catastrofico, mi pare prevalga la maturità e la comprensione. Se le domande vengono dagli intellettualoidi "onnipotenzialisti", direi che anche i don le potrebbero tranquillamente lasciare campare per aria come fumo che sparirà; se vengono dai semplici, dovrebbero saper trovare le uniche risposte coerenti, che siano facilmente comprensibili in via immediata, anche a livello razionale (a partire dallo spiegare la possibilità della rinuncia. Ma il codice di diritto canonico lo conoscono o se ne ricordano mai?)

Altra cosa che mi viene in mente: non facciamo tutte queste storie drammatiche sulla "desacralizzazione" di non so che. La Chiesa è andata avanti con altri casi di rinuncia. La Chiesa ha avuto un Papa ed un "emerito" (o che dir si voglia). La Chiesa è di Cristo e lo sapevamo da sempre, ma forse l'avevamo dimenticato.

Abbiamo, anzi, avuto di peggio che un Papa che rinuncia ed uno che regna. Abbiamo avuto antipapi. E la Chiesa è andata avanti lo stesso!

Oso dire di più: il Papa ha dato un segno forte, uno schiaffo enorme, non solo alle nostre idee di potere, ma a tutta la nostra cultura di "efficientismo" anti-age che, come una crema antirughe, ci spalmiamo ogni giorno addosso, cercando in tutti i modi di non mollare i nostri piccoli scettri di potere quotidiano.

E basta fare un giro in tante parrocchie, dove preti ultranziani non vogliono mollare l'ufficio parrocchiale (e minacciano anche "svestizioni"), anziani laici impegnati detengono il ruolo di "decani" di questo e quello, e finanche monasteri e conventi in cui anche la rinuncia al più piccolo ufficio da parte di alcuni consacrati, sembra apparire come una sconfitta personale.

Invece di prendere lucciole per lanterne, guardiamo anche a quello che questa scelta coraggiosa può insegnarci nel nostro piccolo: diamo spazio anche agli altri. Dio viene prima, il nostro "servizio" (qualunque sia) non è prestabile solo da noi. Arroccarsi per credersi infiniti, eterni su questa terra, è comprendere al rovescio il nostro essere "investiti" tutti dallo Spirito SAnto che riceviamo nel Battesimo.
L'essenza del servizio è un'altra.
grazie al Papa per avercelo ricordato, lui nei suo "grande" gesto, a noi che di servizi ne abbiamo di meno importanti.

Raffaella ha detto...

Ha ragione in pieno Maria!
Quante volte abbiamo chiesto ai vescovi ed al Vaticano di dire una parola nei confronti di questi signori?
Silenzio...ora si raccolgono i frutti.
R.

Anonimo ha detto...

Ora, Raffy, ora gli da atto di quanto fatto. Sino a ieri esattamente il contrario.
Alessia

Raffaella ha detto...

Esattamente! Questa documentazione e' pedagogica perche' dimostra quanto le opinioni cambino a seconda delle circostanze.
Mai una parola chiara ed univoca!
R.

Anonimo ha detto...

"avrà l’effetto storico-epocale di desacralizzare la figura del Pontefice"
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Questo è ciò che pensa il sarcastico Flores e altri con lui. Ma è vero il contrario.

L'effetto è di ri-sacralizzare la figura del Pontefice, perché questa sacralizzazione non è, come pensa Flores, un fatto secolare, ma soprannaturale: è lo Spirito che elegge il Papa.
Per cui la rinuncia di fronte a Dio a questo ministero unico per il quale ci si trova non più adeguati, con la richiesta di attribuirlo a un altro, ne conferma e rafforza la sacralità.

Per questo, sul piano umano, è un atto assolutamente libero, che non può essere sollecitato, determinato, approvato, ratificato e tanto meno sindacato assolutamente da nessuno. Nel caso di Benedetto XVI sta facendo riscoprire a molti (lo constatiamo parlando con le persone) la Fede nel Risorto.

Flores non ci crede e scrive quello che deve scrivere. Buon pro gli faccia.

gianni

Anonimo ha detto...

Cari ragazzi e ragazze, sono l'anonimo del primo commento, e davvero non intendevo "accusare" il Pontefice Ratzinger di aver peccato di eccessiva tolleranza. Piuttosto, volevo dire che molti suoi contestatori, in questi otto anni, hanno trovato un papa contestato nient'affatto vendicativo, che li ha lasciati insultare ad libitum, li ha lasciati esprimere liberamente.. : davvero "tollerante e illuminato".


Oggi mi sono accorto di questo per la prima volta :

http://www.ilgiornale.it/news/genova/don-farinella-scomunicato-congregazione-clero.html

(Cfr. ad es. con http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-nuovo-capo-dei-preti-inadatto-perche-passato-defunto/ )


Non penso che, neppure da Bagnasco, ne sia venuto fuori poi niente.. In questo, non so onestamente se sia stato più un "limite" dell'arcivescovo genovese, o invece una tolleranza coerente con quella del sommo pastore.


In ogni caso, e questa è una mia opinione personale, il Flores d'Arcais è sempre stato ben ben lontano dall'esempio di apertura e tolleranza datoci da Joseph Ratzinger (sia come pensatore che come pontefice, ammesso che le due cose si possano separare) : forse il Paolo potrà considerarsi a buon diritto un "nouveau philosophe" de noantri, ma non certo un vero filosofo, ché, -per fare un esempio- mentre Kant si meravigliava del cielo stellato sopra di lui e della legge morale in lui, parrebbe che per il nostro esistano solo... il vuoto siderale sopra di lui, e l'odio ideologico in lui.

(E a chi pensa che il FdA sia più quello ammirato dei dibattiti romano-francofortesi Ratzinger-Habermas, che quello che ospita e fomenta un personaggio irrazionale come Farinella, e molti altri, ecco :

http://temi.repubblica.it/micromega-online/le-tentazioni-della-fede-undici-tesi-contro-habermas/


Non un filosofo, tanto meno un 'sophos' -come il nostro Joseph- ma un ideologo idrofobo della peggior specie.

Una ultimissima osservazione: Joseph novello Socrate. Voleva portare tutti sul campo del logos, nell'agorà della Chiesa, ma alla fine, di fronte alla massa stolida e accecata dalla propria mediocrità, è andato incontro alla cicuta delle dimissioni.)

gemma ha detto...

L'ho letto troppo Flores d'Arcais, ora basta, non ce la posso fare. Può parlare di Ratzinger anche camminando a testa in giù o facendo capriole, poco ha da dirmi di nuovo