sabato 23 febbraio 2013

Ingrao (Panorama): il mio scoop travisato da Repubblica per colpire Benedetto

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1 commento:

cc ha detto...

Il direttore di Repubblica si è messo con intelligenza sulla difensiva. Intelligenti pauca: è bastato dire lo scandalo di un abbassamento melmoso della transizione papale perché Ezio Mauro si preoccupasse, in modo civile, di mettere un argine. Ieri nella riunione di redazione per alcuni minuti, a favore di camera web, ha spiegato che tutto questo parlare di sex in the vatican city, come fosse una soap da giornalismo tabloid, non è intenzionale, non è cattiveria, non è laicismo becero e anticlericalismo dell’Ottocento, è giornalismo di fatti, imbeccate, nomi e soprannomi che filtrano, accuse da sotterranei del Vaticano che allignano tra carte fruscianti e spizzate come carte da poker da imbeccatori e pettegoli.
Ha detto Mauro: “Non abbiamo letto il documento riservato” dei tre anziani cardinali di curia al quale lo scandalismo attribuisce i dettagli più luridi sul contorno di Vatileaks eccetera, “ma la nostra cronista ha parlato con fonti che garantiscono su verbali, interrogatori” e chissà cos’altro. Garantiscono, ma chi, gli anonimi? I soliti anonimi che consentono l’informazione con i verbi al condizionale, che spingono anche per le false notizie come quella che il Papa nell’ultimo giorno di regno farà una sessione giudiziaria apposita con Herranz, De Giorgi e Tomko? L’anonimo è il metodo Boffo, cosiddetto, è la macchina del fango, e il direttore di Repubblica lo sa bene, ma che volete, i giornali sono fatti così, c’è una merce per quanto avariata da vendere, non è questione di destra o di sinistra. (stralcio -vero- dell'editoriale di Ferrara su "il foglio")