giovedì 21 agosto 2014

I "consigli di lettura" di Benedetto XVI per le vacanze estive, udienza generale 3 agosto 2011 (YouTube)




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Grazie alla nostra Gemma rivediamo e riascoltiamo un vero "gioiellino" valido per ogni stagione dell'anno e della vita.
Il 3 agosto 2011 Benedetto XVI tenne, a Castel Gandolfo, un'udienza generale del tutto particolare. In quella occasione consigliò la lettera di alcuni testi sempre attuali. Le vacanze estive sono un'ottima occasione per approfondire alcune pietre miliari dell'umanità ma è bene non limitarsi a luglio ed agosto per approfondire la nostra conoscenza e nutrire il nostro spirito :-)
Qui il testo integrale della catechesi.

mercoledì 20 agosto 2014

Benedetto XVI: Mons. Rahho ha preso la sua croce e ha seguito il Signore Gesù, e così ha contribuito a portare il diritto nel suo martoriato Paese e nel mondo intero, rendendo testimonianza alla verità (YouTube)




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Grazie al lavoro di Gemma rivediamo e riascoltiamo questa omelia, piu' che mai attuale.
Il 17 marzo 2008 Benedetto XVI celebrò la Santa Messa in suffragio di Monsignor Paulos Faraj Rahho, Arcivescovo di Mossul dei Caldei (Iraq), barbaramente assassinato dopo essere stato rapito.
Da segnalare alcuni passaggi dell'omelia del Papa il cui testo è consultabile qui.

"Siamo entrati nella Settimana Santa portando nel cuore il grande dolore per la tragica morte del caro Monsignor Paulos Faraj Rahho, Arcivescovo di Mossul dei Caldei. Ho voluto offrire questa santa Messa in suo suffragio, e vi ringrazio di avere accolto il mio invito a pregare insieme per lui".

"Penso al sacro Crisma, che unse la fronte di Mons. Rahho nel momento del suo Battesimo e della sua Cresima; penso all'unzione dello Spirito Santo nel giorno dell’Ordinazione sacerdotale, e poi ancora nel giorno della sua consacrazione episcopale. Ma penso anche alle tante “unzioni” di affetto filiale, di amicizia spirituale, di devozione che i suoi fedeli riservavano alla sua persona, e che l’hanno accompagnato nelle ore terribili del rapimento e della dolorosa prigionia – dove giunse forse già ferito –, fino all’agonia e alla morte. Fino a quella indegna sepoltura, dove poi sono state ritrovate le sue spoglie mortali. Ma quelle unzioni, sacramentali e spirituali, erano pegno di risurrezione, pegno della vita vera e piena che il Signore Gesù è venuto a donarci!".

"Nella Passione di Cristo vediamo l’adempimento di questa missione, quando Egli, di fronte a un’ingiusta condanna, rende testimonianza alla verità, rimanendo fedele alla legge dell’amore. Su questa stessa via, Mons. Rahho ha preso la sua croce e ha seguito il Signore Gesù, e così ha contribuito a portare il diritto nel suo martoriato Paese e nel mondo intero, rendendo testimonianza alla verità. Egli è stato un uomo di pace e di dialogo. So che egli aveva una predilezione particolare per i poveri e i portatori di handicap, per la cui assistenza fisica e psichica aveva dato vita ad una speciale associazione, denominata Gioia e Carità (“Farah wa Mahabba”), alla quale aveva affidato il compito di valorizzare tali persone e di sostenerne le famiglie, molte delle quali avevano imparato da lui a non nascondere tali congiunti e a vedere Cristo in essi. Possa il suo esempio sostenere tutti gli iracheni di buona volontà, cristiani e musulmani, a costruire una convivenza pacifica, fondata sulla fratellanza umana e sul rispetto reciproco".

"E vogliamo al tempo stesso sperare che, dal Cielo, egli interceda presso il Signore per ottenere ai fedeli di quella Terra tanto provata il coraggio di continuare a lavorare per un futuro migliore. Come l’amato Arcivescovo Paulos si spese senza riserve a servizio del suo popolo, così i suoi cristiani sappiano perseverare nell’impegno della costruzione di una società pacifica e solidale sulla via del progresso e della pace".



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martedì 19 agosto 2014

Benedetto XVI: E’ necessario che cristiani e musulmani imparino a lavorare insieme per evitare ogni forma di intolleranza ed opporsi ad ogni manifestazione di violenza (YouTube)




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Grazie al lavoro di Gemma proseguiamo sulla strada tracciata dalla lectio di Ratisbona.
Il 25 settembre 2006 Benedetto XVI incontrò gli ambasciatori dei Paesi a maggioranza musulmana accreditati presso la Santa Sede. La convocazione avvenne dopo le reazioni al discorso di Ratisbona.
Il testo è consultabile qui.

In particolare:

"Il dialogo interreligioso e interculturale costituisce una necessità per costruire insieme il mondo di pace e di fraternità ardentemente auspicato da tutti gli uomini di buona volontà. In questo ambito, i nostri contemporanei attendono da noi un’ eloquente testimonianza in grado di indicare a tutti il valore della dimensione religiosa dell’esistenza. E’ pertanto necessario che, fedeli agli insegnamenti delle loro rispettive tradizioni religiose, cristiani e musulmani imparino a lavorare insieme, come già avviene in diverse comuni esperienze, per evitare ogni forma di intolleranza ed opporsi ad ogni manifestazione di violenza; è altresì doveroso che noi, Autorità religiose e Responsabili politici, li guidiamo ed incoraggiamo ad agire così".

"Cari amici, sono profondamente convinto che, nella situazione in cui si trova il mondo oggi, è un imperativo per i cristiani e i musulmani impegnarsi nell’affrontare insieme le numerose sfide con le quali si confronta l’umanità, specialmente per quanto riguarda la difesa e la promozione della dignità dell’essere umano e i diritti che ne derivano. Mentre crescono le minacce contro l’uomo e contro la pace, riaffermando la centralità della persona e lavorando senza stancarsi perché la vita umana sia sempre rispettata, cristiani e musulmani rendono manifesta la loro obbedienza al Creatore, la cui volontà è che tutti gli esseri umani vivano con quella dignità che Egli ha loro dato".






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lunedì 18 agosto 2014

Benedetto XVI: Confido che le mie parole nell'Università di Regensburg possano costituire una spinta e un incoraggiamento a un dialogo positivo, anche autocritico, sia tra le religioni come tra la ragione moderna e la fede dei cristiani




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Grazie alla nostra Gemma aggiungiamo un altro tassello nel mosaico che ci sta facendo ripercorrere le reazioni ed i frutti seguiti alla lectio di Ratisbona.
Nella catechesi dell'udienza generale del 20 settembre 2006 Benedetto XVI, descrivendo il Viaggio Apostolico in Baviera, si soffermò ancora sulla lectio. Qui il testo integrale.
In particolare:


"Un'esperienza particolarmente bella è stata per me in quel giorno tenere una prolusione davanti a un grande uditorio di professori e di studenti nell'Università di Regensburg, dove per molti anni ho insegnato come professore. Con gioia ho potuto incontrare ancora una volta il mondo universitario che, durante un lungo periodo della mia vita, è stato la mia patria spirituale. Come tema avevo scelto la questione del rapporto tra fede e ragione. Per introdurre l'uditorio nella drammaticità e nell'attualità dell'argomento, ho citato alcune parole di un dialogo cristiano-islamico del XIV secolo, con le quali l'interlocutore cristiano - l'imperatore bizantino Manuele II Paleologo - in modo per noi incomprensibilmente brusco - presentò all’interlocutore islamico il problema del rapporto tra religione e violenza. Questa citazione, purtroppo, ha potuto prestarsi ad essere fraintesa. Per il lettore attento del mio testo, però, risulta chiaro che non volevo in nessun modo far mie le parole negative pronunciate dall'imperatore medievale in questo dialogo e che il loro contenuto polemico non esprime la mia convinzione personale. La mia intenzione era ben diversa: partendo da ciò che Manuele II successivamente dice in modo positivo, con una parola molto bella, circa la ragionevolezza che deve guidare nella trasmissione della fede, volevo spiegare che non religione e violenza, ma religione e ragione vanno insieme. Il tema della mia conferenza – rispondendo alla missione dell’Università – fu quindi la relazione tra fede e ragione: volevo invitare al dialogo della fede cristiana col mondo moderno ed al dialogo di tutte le culture e religioni. Spero che in diverse occasioni della mia visita - per esempio, quando a Monaco ho sottolineato quanto sia importante rispettare ciò che per gli altri è sacro - sia apparso con chiarezza il mio rispetto profondo per le grandi religioni e, in particolare, per i musulmani, che “adorano l’unico Dio” e con i quali siamo impegnati a “difendere e promuovere insieme, per tutti gli uomini, la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà” (Nostra Aetate, 3). Confido quindi che, dopo le reazioni del primo momento, le mie parole nell'Università di Regensburg possano costituire una spinta e un incoraggiamento a un dialogo positivo, anche autocritico, sia tra le religioni come tra la ragione moderna e la fede dei cristiani.

domenica 17 agosto 2014

Benedetto XVI: nella sua totalità il discorso di Ratisbona era ed è un invito al dialogo franco e sincero, con grande rispetto reciproco (YouTube)




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Grazie al lavoro della nostra Gemma rivediamo un altro importante documento.
Il 17 settembre 2006, al ritorno del suo Viaggio Apostolico in Baviera, Benedetto XVI tenne il consueto Angelus a Castel Gandolfo. In quella occasione ribadì ancora una volta il senso della lectio magistralis di Ratisbona.


Qui il testo dell'intervento all'Angelus.
Qui il testo della lectio di Ratisbona:.
A questo link il video.


Da sottolineare nell'intervento all'Angelus:

" In questo momento desidero solo aggiungere che sono vivamente rammaricato per le reazioni suscitate da un breve passo del mio discorso nell’Università di Regensburg, ritenuto offensivo per la sensibilità dei credenti musulmani, mentre si trattava di una citazione di un testo medioevale, che non esprime in nessun modo il mio pensiero personale. Ieri il Signor Cardinale Segretario di Stato ha reso pubblica, a questo proposito, una dichiarazione in cui ha spiegato l’autentico senso delle mie parole. Spero che questo valga a placare gli animi e a chiarire il vero significato del mio discorso, il quale nella sua totalità era ed è un invito al dialogo franco e sincero, con grande rispetto reciproco. Questo è il senso del discorso".

venerdì 15 agosto 2014

Benedetto XVI: Questo, quindi, è il nucleo della nostra fede nell’Assunzione: noi crediamo che Maria, come Cristo suo Figlio, ha già vinto la morte e trionfa già nella gloria celeste nella totalità del suo essere, «in anima e corpo» (YouTube)




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Buona Festa dell'Assunta carissimi amici!
Grazie al lavoro di Gemma abbiamo visto ieri sera la registrazione integrale della Santa Messa celebrata da Benedetto XVI il 15 agosto 2010 (clicca qui).
Oggi ci concentriamo in particolare sull'omelia il cui testo è consultabile a questo link.
Nei suoi quasi otto anni di Pontificato c'era un appuntamento a cui Benedetto XVI teneva particolarmente: la celebrazione della Santa Messa nella Solennità dell'Assunzione di Maria nella parrocchia dell'amata cittadina di Castel Gandolfo.
Rivediamo e riascoltiamo, dunque, l'omelia tenuta dal Santo Padre il 15 agosto 2010 a 60 anni dalla proclamazione del dogma dell'Assunzione ad opera di Papa Pio XII.



In particolare:


"Questo, quindi, è il nucleo della nostra fede nell’Assunzione: noi crediamo che Maria, come Cristo suo Figlio, ha già vinto la morte e trionfa già nella gloria celeste nella totalità del suo essere, «in anima e corpo»".


"Ora, ciò che san Paolo afferma di tutti gli uomini, la Chiesa, nel suo Magistero infallibile, lo dice di Maria, in un modo e senso precisi: la Madre di Dio viene inserita a tal punto nel Mistero di Cristo da essere partecipe della Risurrezione del suo Figlio con tutta se stessa già al termine della vita terrena; vive quello che noi attendiamo alla fine dei tempi quando sarà annientato «l’ultimo nemico», la morte (cfr 1Cor 15, 26); vive già quello che proclamiamo nel Credo «Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà»".


"Tutto l’uomo, tutta la sua vita viene presa da Dio ed in Lui purificata riceve l’eternità. Cari Amici! Io penso che questa sia una verità che ci deve riempire di gioia profonda. Il Cristianesimo non annuncia solo una qualche salvezza dell’anima in un impreciso al di là, nel quale tutto ciò che in questo mondo ci è stato prezioso e caro verrebbe cancellato, ma promette la vita eterna, «la vita del mondo che verrà»: niente di ciò che ci è prezioso e caro andrà in rovina, ma troverà pienezza in Dio. Tutti i capelli del nostro capo sono contati, disse un giorno Gesù (cfr Mt 10,30)".

giovedì 14 agosto 2014

Benedetto XVI celebra la Santa Messa dell'Assunta a Castel Gandolfo, 15 agosto 2010 (YouTube)




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Grazie alla nostra Gemma rivediamo la Santa Messa celebrata da Benedetto XVI il 15 agosto 2010 nella Solennità dell'Assunzione della Vergine Maria. Il Papa, che amava in modo del tutto particolare la città di Castel Gandolfo, ricordò in modo specifico il dogma dell'Assunzione nel 60° anniversario della sua proclamazione.
Qui il testo integrale dell'omelia.
R.